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LE COMUNITA' DI PRATICA: OPPORTUNITA' IN AZIENDA
Grifo multimedia ha sviluppato un white paper sulle "Comunità di pratica", che ne discute i concetti e le componenti, e presenta alcuni esempi di social networking di successo.
Le comunità di pratica sono "gruppi di persone che condividono una passione o svolgono un'attività comune, e che interagendo regolarmente riescono a svolgerla meglio" (definizione di Etienne Wenger in Communities of practice: a brief introduction). I membri di una CdP si impegnano in attività e discussioni, si aiutano a risolvere problemi comuni e condividono informazioni. Le nuove tecnologie come Internet hanno dato una nuova vitalità alle comunità basate su pratiche condivise, permettendo l'interazione tra persone a prescindere dalla prossimità geografica.
Il concetto di CdP può trovare un'applicazione importante in azienda, perchè alla base c'è il riconoscimento della conoscenza come patrimonio critico che deve essere gestito strategicamente. Le CdP offrono un nuovo approccio alla condivisione di conoscenza, perché danno alle persone spazi e opportunità per imparare insieme grazie alle reciproche interazioni.
Una ricerca dell'IBM Institute for Knowledge Management (Communities of practice and organizational performance) sostiene che le attività di una CdP possono influenzare positivamente la performance aziendale, e quindi i risultati di business, sviluppando connessioni tra professionisti, promuovendo relazioni che portano un forte senso di fiducia e mutua obbligazione, e creando un linguaggio e un contesto comune che possono essere condivisi dai membri della comunità. In tal modo le CdP servono come generatori di "capitale sociale", un asset di grande importanza per un'azienda.
Le attività di una CdP hanno il maggior impatto soprattutto su quattro aree relative alla performance aziendale:
- Possono diminuire la curva di apprendimento dei dipendenti appena assunti: in una CdP, i nuovi assunti possono trovare le connessioni che permettono loro di individuare delle persone che svolgono mansioni uguali o simili alle loro, a cui possono dunque rivolgere domande che li aiutino nel loro nuovo lavoro.
- Possono aiutare a rispondere più rapidamente ai bisogni e alle richieste dei clienti: le CdP fanno subito individuare la persona che può considerarsi "esperta" in una data area aziendale, e quindi può fornire la risposta migliore al problema di un cliente.
- Possono ridurre la replicazione del lavoro (il cosiddetto "reinventare la ruota"): le CdP mantengono una qualche forma di repository digitale del patrimonio di conoscenza all'interno di un'azienda, uno spazio di lavoro virtuale dove i membri possono conservare, organizzare e condividere presentazioni, strumenti e altri materiali che considerano importanti. Questo "deposito" della conoscenza della comunità permette di riusare proficuamente la conoscenza che già esiste, senza dovere ogni volta produrla di nuovo.
- Possono far scaturire nuove idee per prodotti e servizi: le CdP forniscono un forum in cui le persone, liberamente e in un ambiente alla pari, possono condividere diverse prospettive riguardo ad un tema comune, e quindi far nascere idee innovative.
Scarica il white paper di Grifo multimedia "Le comunità di pratica" [PDF, 614 KB]
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