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BLOG E WIKI: LA NUOVA FRONTIERA DELL'E-LEARNING?
I Weblogs (chiamati più semplicemente "blogs") e i wiki hanno conosciuto negli ultimi due anni un'esplosione di popolarità. Nati spontaneamente sul Web, secondo BusinessWeek esistono oggi più di 9 milioni di blog online, ed ogni giorni ne vengono creati altri 40.000. E' stata anche coniata una nuova parola, "blogosfera", per indicare il nuovo Web composto da questa vasta rete di diari online (i blog appunto). E i wiki, che sono fondamentalmente dei blog multi-utente, stanno conoscendo lo stesso successo.
Secondo Elliott Masie, il guru dell'e-learning fondatore dell'omonimo Masie Center, dato l'enorme successo di blog e wiki dobbiamo cominciare ad immaginare come la formazione e il knowledge management potrebbe usarli, per una gestione collaborativa delle conoscenze e per la creazione di contenuti.
Prima di tutto però, che cosa è precisamente un blog, e che cosa è un wiki?
Nella sua forma più semplice, un blog è un diario online creato da uno scrittore. Si tratta quindi di una rivoluzionaria forma di "pubblicazione personale", che sembra porre una minaccia essenziale al monopolio degli strumenti per la pubblicazione, finora nelle mani di pochi. Esistono dei software appositi che offrono una semplice interfaccia per scrivere un blog, in genere tramite un modulo online. Il modulo viene pubblicato su di un sito, con un layout di pagina e formattazione standard, aggiunti automaticamente (tranne nel caso di blog più raffinati e curati). Quello che il lettore vede è dunque una pagina di diario online, con le voci più recenti prima, ed un archivio per i numeri precedenti. Come abbiamo detto, oggi ci sono online milioni di blog scritti dalle persone più disparate su ogni possibile argomento.
Dal punto di vista della gestione della conoscenza e dell'apprendimento, i blog sfruttano il potere della conversazione, cioè della narrativa, per dare messggi in modo molto semplice e potente . Dato che i blog sono scritti in prima persona, la voce dell'autore ne emerge con forza, e maggiore è la sua reputazione, maggiore è la credibilità del messaggio che sta dando. Per questo i blog vengono sempre più usati da individui, comunità e aziende per condividere la conoscenza superando le barriere tradizionali. Per esempio, immaginiamo un istruttore di un corso di formazione: può tenere un blog per offrire una prospettiva più dinamica e personale su quanto sta insegnando, raccontare aneddoti e situazioni particolari di applicazione della teoria, condividere un contesto più vicino agli studenti.
I blog diventano particolarmente interessanti quando sono usati all'interno di un'azienda, e sono noti come "knowledge logs" o "k-logs". I k-log sono un modo di abbattere le barriere interne e facilitare un più efficiente flusso di informazioni e conoscenza. Per esempio, delle persone esperte e riconosciute come tali possono usare i blog per tenere un diario dell'andamento di un progetto o di una particolare realizzazione in azienda. Ancora una volta, è la reputazione dell'autore che fa la differenza, attribuendo al blog i benefici delle tecniche di condivisione della conoscenza note come "storytelling". I blog possono anche essere usati da team di progetto per comunicare con il resto dell'azienda, e tenere traccia di chi sta facendo cosa nel team. In questo modo il blog "di squadra" funge da voce per il progetto, e da archivio per le decisioni passate.
I wiki invece offrono nuove prospettive per la gestione dei contenuti, che è un altro modo di condividere la conoscenza.
I wiki sono un nuovo modo per pubblicare informazioni online. Si tratta essenzialmente di un sistema di gestione del contenuto "ultraleggero", che funziona così:
In fondo ad ogni pagina, c'è un link “modifica questa pagina ”.
Chiunque può seguire questo link, far comparire un editor semplificato, fare i cambiamenti che desidera e salvarli.
La pagina viene immediatamente ricaricata con gli aggiornamenti.
Allo stesso modo, dalla pagina iniziale si può creare un link ad una nuova pagina, che viene automaticamente creata e messa online.
La rivoluzionarietà dei wiki è che non c'è alcun controllo su chi crea o modifica le pagine. Dato che è estremamente semplice aggiornare il contenuto, questo può crescere senza limiti, e l'assenza di restrizioni incoraggia moltissime presone ad aggiungere contenuti ad una singola pagina. E' la facilità di modificare e collaborare insieme per creare il contenuto che fa dei wiki uno strumento ideale per comunità di persone che condividono gli stessi interessi, o gruppi di progetto che vogliono condividere le loro conoscenze.
E' estremamente interessante dal punto di vista del knowledge management il fatto che i wiki, data la completa assenza di controllo e restrizioni, si basano fondamentalmente sulle dinamiche sociali delle comunità che li usano. Nonostante qualsiasi utente potenzialmente possa distruggere il lavoro degli altri, questo avviene di rado. Al contrario, l'uso dei wiki sembra incoraggiare il libero flusso di informazioni tra i partecipanti, e il contributo volontario di nuova conoscenza. Con il passare del tempo, la comunità che usa un wiki costruisce il suo linguaggio e la struttura del dominio di conoscenza che il sito tratta.
Elliott Masie suggerisce alcuni modi in cui usare i wiki in un contesto di apprendimento e sviluppo di contenuti ai fini della formazione. Per esempio, gli istruttori di un corso in aula o i progettisti di un corso online potrebbero lanciare dei wiki a cui dovrebbero collaborare i vari studenti, come modo per sostituire per es. i compiti a casa o il materiale di studio aggiuntivo.
I wiki potrebbero anche essere usati per la localizzazione del contenuto in tempo reale da parte di un'azienda di e-learning con collaboratori di altre lingue. E' un'idea molto semplice: si comincia col creare un modo di visualizzare il contenuto con uno schermo diviso in tre riquadri. Il primo contiene gli elementi grafici per il corso. Il secondo mostra il contenuto nella lingua iniziale (per esempio in inglese). Il terzo riquadro e è un wiki, a cui ogni utente può aggiungere contenuto o cambiare quello che già c'è. Gli utenti di un'altra lingua dunque possono tradurre e localizzare il contenuto nel terzo riquadro in tempo reale. Dato che il testo originale rimane sullo schermo, tutti i lettori che vengono dopo possono aggiornare, correggere o migliorare la traduzione. L'editing finale potrebbe essere fatto da una struttura centrale, ma questo passaggio potrebbe non essere necessario ove vi sia fiducia in chi contribuisce al wiki.

da "Learning TRENDS " by Elliot Masie, #316 and #318,
17 and 25 May 2005
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