Figlio di
Settimio Severo,
anche se ricevette un'istruzione di alto livello era solo interessato
dalla vita militare. Furono i soldati che gli misero il soprannome
di Caracalla (il mantello gallico che amava indossare). Era fragile,
brutale e crudele, irascibile e odiato dai senatori e dagli intellettuali.
Concluse la campagna di Britannia iniziata dal padre stipulando
la pace con i Caledoni ma ricondusse la frontiera al vallo di
Adriano. Ricevette nel 198 dal padre
il titolo di Augusto e contemporaneamente suo fratello
Geta
divenne Cesare. Alla morte di
Settimio
iniziò un periodo di regno congiunto ma tra i due fratelli
non correva buon sangue. Il 26 febbraio del 212 Caracalla fece
assassinare
Geta tra le braccia della madre
Iulia Domna asserendo, per giustificarsi,
di aver scoperto un complotto ordito dal fratello ai suoi danni.
A questo atto seguirono un numero impressionante di esecuzioni
e confische ai danni dei partigiani di
Geta.
Gli affari interni ed amministrativi divennero di competenza di
Iulia Domna mentre lui continuò
a curarsi di quelli militari. Finì pugnalato in Siria nel
217 per ordine del prefetto del Pretorio
Macrino.
Riforma Monetaria di Caracalla