Marcus Aemilius Lepidus era collega di
Cesare
durante il consolato dell'anno 46, quindi gli successe nel ruolo
di “Pontifex Maximus” ed infine fu nominato governatore
della Gallia Transalpina. Dopo l'assassinio di
Giulio
Cesare, c'erano diversi uomini potenti a Roma, sia suoi amici
che oppositori. Diversi di loro aveva un esercito ai suoi comandi
e tutto faceva presagire un ulteriore periodo di guerre civili.
Marco Antonio cercò immediatamente
di appropriarsi dei poteri di
Cesare
e chiamò a sé il supporto del popolo e dell'esercito.
Poco dopo
Ottaviano, che divenne immediatamente
l'acerrimo rivale di
Marco Antonio,
tornò in Italia con le sue legioni e pretese di essere riconosciuto
come l'unico legittimo erede di
Cesare.
Lepido era un ufficiale di cavalleria sotto Cesare ed aveva avuto
una brillante carriera politica da pretore fino a console. Aveva
una legione ai suoi comandi. I tre firmarono tra loro il patto noto
come secondo triumvirato. In qualche modo Lepido riuscì a
rimanere fuori dai dissapori e dagli scontri tra i suoi due "colleghi"
finché nel 36 a.C.
Ottaviano accusò
Lepido di usurpazione di potere in Sicilia e di ribellione e riuscì
a sfruttare questa scusa per mandarlo in esilio. Lepido morì
pacificamente nel 13 a.C.