Digital game per attrarre i candidati della millennial generation. Il futuro del recruiting è tutto in un gioco

candidate-attractionIn una realtà dove i social network impongono nuovi stili di condivisione e comunicazione, dove la digital trasformation ha generato nuovi paradigmi e linguaggi, dove le organizzazioni diventano sempre più fluide e flessibili, anche la ricerca di lavoro e di candidati si evolve. Se fino a qualche anno fa per rispondere ad un annuncio di lavoro bastava compilare i propri dati e procedere con l’upload del CV, adesso al candidato è richiesto di misurarsi con sfide, prove, quiz e missioni. Il premio finale? Un colloquio vis a vis con il responsabile HR.

Per chi pensa che si tratti di un semplice video-game, si sbaglia. Sofisticate tecnologie rispondono a precisi algoritmi in grado di delineare in modo chiaro il profilo del candidato: attitudini, competenze e qualità. Ecco che nasce un nuovo modo di reclutare talenti della millennial generation. Fresco, interattivo, strutturato: non un semplice intrattenimento ma un complesso metodo di selezione che sembra destinato a imporsi sempre più nelle prime fasi di ricerca di nuove risorse. L’interessante tendenza a ripensare i contesti e la progettazione del lavoro ha da pochi anni prodotto un nuovo approccio: la Gamification

Sempre più aziende nella fase di pre-sceening scelgono di avvalersi di un game, personalizzato sulla base delle caratteristiche aziendali che attragga giovani talenti, neo-laureati e ancora alle prime armi. Questo innovativo modo di selezionare potenziali candidati si articola in un percorso basato su test attitudinali, in un ambiente generale che simula situazioni in grado di far emergere attitudini e vocazioni.  L’andamento del gioco si ramifica in modo diverso sulla base delle risposte date dal giocatore, le quali rappresentano vere e proprie scelte comportamentali.

Dunque i meccanismi sono quelli tipici di un gioco con missioni, punti, livelli e ricompense. I premi in palio possono essere i più vari; molte aziende ad esempio offrono ai profili vincitori workshop tematici, testimonianze aziendali, un periodo di affiancamento, o giornate formative in azienda. Per gli studenti  valgono gli stage o la possibilità di svolgere in azienda la tesi di laurea, mentre per i neo-laureati  può essere proposta un’assunzione in azienda.

Assistiamo così ad una nuova applicazione della gamification: da metodologia di apprendimento capace di trasferire concetti complessi in chiave ludica, a strumento di valutazione del potenziale. E per chi avesse ancora dubbi sul potere della gamification, Cristian Zoli, l’italiano Game Designer profondo conoscitore di questa metodologia, in occasione del TEDXBologna 2013, spiega: “per capire l’importanza della “gamification” basti pensare ai benefici che potrebbero ricavarne il lavoratore e le aziende stesse, a tutti i livelli, se si riuscisse a portare sul lavoro la curiosità, la determinazione, il benessere che proviamo mentre siamo presi dal gioco. La società è cambiata, ma nei posti di lavoro spesso continuano a vigere dinamiche che andavano bene negli anni ’50. Nulla di strano se poi nei fatti non funzionano più”.

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