BITE SITE TRAINING: formazione snella e a portata di click!

Si chiama BITE SIZE LEARNING, ma per gli addetti ai lavori viene definito anche “micro-learning”, ed è riconosciuto come uno dei trend emergenti in ambito HR TRAINING. Si tratta di un modello didattico innovativo che agendo sui contenuti, mira a creare format brevi, snelli e accattivanti per mantenere alto il livello di coinvolgimento e ridurre al minimo gli sforzi profusi nella fruizione.

Una tendenza, quella del micro-learning, che rincorre i bisogni dei “millennials”, propensi ad aggiornare le loro competenze e conoscenze anche fuori dal posto di lavoro: nei ritagli di tempo, nei tempi di attesa, purché rispondano al requisito di essere accattivanti, leggeri, veloci e a portata di click. D’altronde l’esigenza delle persone di vivere le learning journey in qualsiasi momento, luogo e con qualsiasi dispositivo (mobile, tv, laptop o Ipad) va di pari passo con l’accelerazione dell’evoluzione high-tech. Si iniziano così a sperimentare modalità di fruizione in logica ATAWAD (Any time, Any where, Any Device) dove video, games, e app sono considerati strumenti privilegiati per veicolare contenuti del micro-learning.

L’evoluzione dei contenuti digitali che caratterizza il micro-learning prende spunto dalla fruizione bitesizing tipica della comunicazione via social e web a cui siamo esposti giornalmente. Canali Come Youtube, Instagram, Twitter e i blog hanno infatti inaugurato l’era nella quale ogni forma di comunicazione ha dovuto subire un processo di sintesi e semplificazione ma allo stesso tempo di accentuazione nei toni per tenere alta l’attenzione e farsi spazio in un mare di stimoli visivi e precettivi. Il micro-learning risulta quindi una metodologia efficace nel campo della formazione e aggiornamento professionale, dove le logiche di efficienza e produttività impongono di ottenere il massimo risultato con il minimo investimento di tempo e risorse.

Se vi state chiedendo quali contenuti formativi risultano più adatti ad un approccio di questo genere, la nostra esperienza ci insegna che anche argomenti come “anticorruzione” o “cybersecurity” si possono trasformare in avvincenti web-series dove ogni puntata rivela le cattive abitudini o i migliori comportamenti da adottare in situazioni di rischio. Ecco che in un attimo si rende divertente, coinvolgente e potenzialmente virale anche un percorso di formazione obbligatoria. Allo stesso modo, si possono creare contenuti relativi a: onboarding, procedure e norme aziendali, formazione sui valori aziendali, istruzioni per l’utilizzo di uno strumento e tanto altro.

Come rilevato dal sondaggio annuale sulla digital business practice condotto da MIT Sloan Management Review e Deloitte, le aziende di ogni tipologia e dimensione devono sempre più adattarsi alla diffusione del Digital Learning, facendo i conti con un mondo estremamente diverso da quello del passato: più veloce, distribuito e collaborativo. Oggi è opportuno adottare un approccio che pone al centro la persona. Questo comporta un cambio radicale nell’assetto della formazione a partire dagli aspetti progettuali, che sia online o offline, e ragionare in termini di user experience.

Per farlo, sarà necessario cambiare mindset e passare da una mentalità focalizzata sull’evento a un pensiero sistemico, dove si creano in modo continuo opportunità di apprendimento.

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