Come apprendono i millennials secondo lo scenario delle 5R.

Sono cresciuti con tablet e smartphone, hanno attirato l’attenzione di studiosi e psicologi, sono affamati di sapere, apprendono con grande rapidità ma rispetto all’ingresso nel mondo del lavoro, sanno già cosa li aspetta: precarietà, flessibilità e una pensione sempre più lontana. Parliamo dei Millennials (i nati tra il 1980 e il 1995, che entro il 2020 rappresenteranno oltre un terzo della forza lavoro mondiale), il cui futuro è stato raccontato da loro stessi in un report di ManpowerGroup che ne ha interpellati 19mila in 25 Paesi. Questa nuova generazione di nativi digitali entro il 2025 rappresenterà il 75% della forza lavoro mondiale. Tonino Cantelmi, psichiatra e professore di psicologia dello sviluppo alla Lumsa disegna un identikit preciso dei nativi digitali di cui analizza nello specifico le modalità di apprendimento: «I “nativi digitali” – sottolinea il professore, imparano solo attraverso il gioco. La fatica e il sudore della fronte non sono più accettabili: tutto deve essere veloce e divertente». Tanto che «ci si cerca fra coetanei anche per studiare cose differenti: si creano grandi gruppi di amici, impegnati su testi diversi, che possono però scambiarsi battute, mostrare foto o mail, condividere messaggi. E dunque divertirsi studiando». Un sistema che può risultare incomprensibile alle precedenti generazioni, «meno smart e multitasking, abituati da sempre a fare una cosa alla volta, e scettici su questa modalità di studio». «Per i giovanissimi – prosegue lo psichiatra – tutto deve essere interattivo e nulla unidirezionale: è il loro cervello a richiederlo. E i genitori non li capiscono proprio perché la loro mente è fatta in modo differente».  Riguardo alle caratteristiche degli ambienti di apprendimento ideali per i Millennials, si è espressa Christy Price, professore di psicologia alla Dalton State College. Price ha cominciato ad interessarsi a questa nuova generazione quando ha colto un gap tra le loro aspettative di successo e l’effettivo impegno scolastico. È stata cosi condotta un’analisi qualitativa sui temi di oltre un centinaio di studenti appartenenti alla millennial generation, cercando cogliere le loro preferenze in merito ai compiti, alla valutazione e alle caratteristiche del “docente ideale”. Il risultato delle sue indagine ha portato a un report intitolato “cinque R per coinvolgere i millennials”. Vediamole nel dettaglio:

  1. Ricerche basate sui metodi

I millennials preferiscono un apprendimento e attivo e ricco di stimoli. D’altronde l’evoluzione della tecnologia e i social media hanno permesso di creare e diffondere contenuti multimediali a veloci, immediati e a costo 0; contribuendo così a rafforzare il trend del visual learning. Il video è uno strumento didattico ampiamente validato non solo per facilitare l’apprendimento ma anche per rendere più piacevoli i momenti didattici.

  1. Rilevanza

Hanno un dubbio, una curiosità o cercano semplicemente un’informazione? La cercano su Google! Per i nativi digitali le informazioni hanno un valore solo se trovano un collegamento con il mondo reale.

  1. Razionale

I Millennials sono, per loro stessa natura, multitasking e dunque anche la formazione deve strutturarsi su più livelli. Sedersi e ascoltare un docente non è abbastanza coinvolgente per questa generazione! Ecco perché risulta vincente integrare un livello digitale a quello fisico per stimolare il loro interesse: condividere informazioni sulla lezione su Facebook, intervenire o fare domande attraverso un live tweeting, creare dei contest su instagram etc.

  1. Relax

Diversi studi tra cui quello di Price, hanno evidenziato quanto i millennials preferiscano un ambiente di apprendimento informale che consenta loro di interagire con il docente e con gli altri studenti. Per questo motivo risulta importante creare aule dalle dimensioni non eccessive per favorire il dibattito e il confronto tra i partecipanti. Meno slides, più video! Meno formazione frontale, più partecipazione!

  1. Relazioni

Cercano cure e attenzioni dai loro docenti con i quali creano una connessione emotiva importante ai fini dell’apprendimento.

 

In un mondo caratterizzato da information overload come quello dei Millenials, la formazione deve essere ripensata in una logica di aggiornamento e di in-formazione continua e il digitale è certamente il mezzo più efficace.

 

 

Condividi:
FacebookTwitterLinkedIn