Quattro mini game per vincere il decadimento cognitivo: le novità del progetto Person

iconanewsperson2Il progetto Person intende sperimentare un ambiente ICT – basato su tecniche di gaming – in grado di effettuare diagnosi precoce delle malattie neurodegenerative e supportare processi di terapia personalizzata. L’ambiente terapeutico-riabilitativo, è concepito pensando ad un’interazione esperienziale legata all’uso di gesture e situazioni di vita reale ricostruite in realtà virtuale. Elemento centrale dell’ambiente ICT è una nuova generazione di pervasive game, con il quale l’utente potrà interagire e che durante l’interazione sarà in grado di diagnosticare, insieme al medico, il livello di gravità della patologia del giocatore e proporre esercizi terapeutici sotto forma di gioco alleviando i sintomi del decadimento cognitivo e/o rallentando l’ineluttabile decorso della malattia.

Quattro sono in totale i game previsi dal progetto.

“Orientation Game” è il primo mini game che ha il compito di valutare le capacità di orientamento del giocatore all’interno di un contesto domestico. L’utente dovrà infatti orientarsi all’interno di una casa composta da varie stanze (camera da letto, soggiorno, cucina, bagno, etc). Compito del giocatore sarà quello di raggiungere la stanza target nel minor tempo possibile. Il gioco si interfaccerà ad un Sistema di Visione Artificiale che permetterà di utlizzare la mano dell’utente come sistema di  puntamento, consentendo un’esperienza quanto più vicina alla realtà, all’interno comunque di un ambiente controllato di laboratorio.person

“Kitchen Memory” invece, è il secondo mini-game pensato per testare unicamente la memoria del giocatore. L’utente dovrà memorizzare correttamente i vari oggetti disposti dinamicamente all’interno di una cucina curiosando fra pensili, cassetti, forno e dispense. In caso di risposta corretta, il giocatore riceve in tempo reale un feedback positivo, viceversa ottiene un feedback negativo in caso di risposta errata.

cucina-2Dall’orientamento, alla memoria per giungere a compiere azioni reali; è questo lo scopo di “Coffee Game”, il terzo gioco del progetto Person. Coffee game sfida il giocatore nella preparazione del caffè, partendo dal semplice gesto di assemblaggio della moka. L’utente non viene mai lasciato solo durante il gioco: un video riporta le istruzioni da seguire passo dopo passo.

Infine abbiamo “Oddball” che presenta all’utente una serie di casi: tra un elenco di oggetti vi è uno detto oggetto target che l’utente dovrà riconoscere ed individuare nel minor tempo possibile. Il quarto gioco ha come obiettivo quello di misurare i riflessi cognitivi dell’utente fruitore e per far questo il gioco è interfacciato con un caschetto EEG mediante il quale è possibile effettuare il calcolo della P300 ( onda ERP elicitata da stimoli rilevanti infrequenti ) al fine di valutare i tempi di reazione del paziente direttamente dal tracciato elettroencefalografico. gioco-acqua-2

Utilizzando la tecnica del learning by doing seppur in un ambiente virtuale, il giocatore affina percezione e memoria che possono favorire modifiche comportamentali da applicare nella vita reale. Le situazioni rappresentate sono sempre molto vicine alla realtà che il giocatore si trova a vivere quotidianamente e di conseguenza viene ridotto il timore del nuovo permettendo all’utente di mettersi in gioco liberamente perché in un ambiente “protetto”. È per tali caratteristiche che i pervasive games vengono sempre più utilizzati e considerati efficaci per attività di educazione e promozione della salute.

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