Recuitainment: reclutare talenti attraverso la gamification. Tre storie di successo.

GamiIconIl crescente interesse per la gamification nasce dal desiderio di aumentare i livelli di coinvolgimento dei collaboratori e al contempo, offrire più visibilità, apertura e un sistema di ricompense e riconoscimenti sul posto di lavoro. Questo nuovo approccio nel 2014 è stato adottato dal 70% delle principali aziende americane e, secondo gli esperti, nel 2016 genererà un mercato di quasi tre miliardi di dollari.

Benché la gamification può essere applicata in tutti i processi che coinvolgono le risorse umane, vediamo nello specifico come le tecniche di gaming vengono applicate nella selezione e reclutamento del personale.

La direzione HR di note aziende internazionali ha pensato di affidare alla gamification parte del lungo e complesso processo di reclutamento di talenti da inserire nel loro contesto organizzativo. In questo momento storico in cui si parla tanto di precarietà e disoccupazione giovanile, ottenere un colloquio di lavoro non è facile: ancor meno se si è neolaureati. Da parte di un recruiter però, scegliere la persona con le competenze più adatte ai bisogni dell’azienda può rivelarsi altrettanto complesso. reveal

Che fare allora? L’azienda cosmetica Francese l’Orèal ha trovato la sua soluzione già dal 2010 con REVEAL, una piattaforma di gamification attraverso cui gestisce una vera e propria preselezione di giovani neolaureati: l’obiettivo è individuare, prima di altre aziende, i talenti sparsi per il mondo. I meccanismi della gamification sono funzionali non solo a verificare gli skills – come avviene per percorsi di selezione tradizionali – ma anche a valutare i candidati all’interno di un contesto competitivo simile a quello lavorativo in cui quotidianamente ci si trova ad affrontare piccole e grandi difficoltà. REVEAL consente ai giocatori di cimentarsi nel lancio di un nuovo prodotto del brand attraverso l’applicazione dei meccanismi tipici del gioco (missioni, punti, livelli, premi) all’interno di una situazione tutt’altro che ludica: chi decide di partecipare dovrà superare prove che lo porteranno a misurare le proprie abilità nei cinque settori aziendali coinvolti in questo processo – Finance & Controlling, Marketing, Operations, Research & Innovations, Sales & Developement. Il candidato-giocatore sarà in competizione con altri partecipanti e al termine della partita gli verrà assegnato un punteggio determinato sia dalla quantità di punti ottenuti a fine di ogni prova sia dalla risposta a un quesito finale. Il risultato determinerà anche se il candidato merita di essere convocato in azienda per un colloquio conoscitivo.
L’uso della gamification per la selezione del personale si è rilevato così tanto soddisfacente per L’ORÉAL che, come afferma il suo direttore HR Global Mohit James, la società riesce a reclutare il 20% dei quadri e dirigenti proprio attraverso l’utilizzo di tecniche di gioco.

marriottPioniera nel testare l’uso della gamification per reclutare talenti è stata la nota azienda alberghiera, Marriot. Battezzato con il nome di “My Marriot”, l’azienda ha creato un gioco online simile a Farmville e The Sims, in cui i giocatori devono destreggiarsi tra le mille responsabilità e doveri richiesti a un manager di sala: decidere quanta carne o pesce ordinare e gestire un cliente capriccioso. È così che i recruiter di Marriot possono analizzare potenziali candidati mentre giocano, cogliere quelle competenze e capacità richieste a un manager di sala. Solo quei giocatori capaci di fronteggiare lo stress e di offrire un servizio puntuale ai clienti sono invitati a un colloquio con la direzione HR dell’azienda.

facteur_gdCambiando contesto, l’organizzazione postale Francese Formaposte, ha creato un game ad hoc chiamandolo “Jeu Facteur Academy”. Il gioco, simula una vera e propria accademy aziendale. Il game è stato pensato per includere tutti gli elementi necessari che servono a un recruiter per valutare l’adeguatezza del candidato nel ricoprire una determinata posizione. Iniziando dalle basi come la cura personale, la gentilezza nei confronti dei clienti, il rispetto verso i capi, per finire a condurre attività postali di routine. Il motivo che ha spinto Formaposte a utilizzare un game per il recruitment è legato al crescente numero di dimissioni dei nuovi assunti. Attraverso il gioco, l’azienda mira a sondare la reale motivazione di un candidato e ancor prima di coinvolgerlo in costosi programmi formativi, gli fanno vivere la routine lavorativa attraverso un gioco. Solo quei giocatori che si mostrato attenti e puntuali avranno accesso a un colloquio con l’azienda. Considerate le premesse, il game ha portato un discreto successo: il numero di dimissioni dei neoassunti è calato dal 25% all’ 8%.

Il professor Allen Huffcutt, della Bradley University, ha dedicato vent’anni di studio ai colloqui di lavoro, riscontrando un grande numero di problemi con il processo di reclutamento e con i colloqui in generale. Secondo il prof. Allen, le tipiche domande rivolte a un candidato durante un colloquio di lavoro, non sono in grado di scavare a fondo nella personalità del candidato e non riescono a cogliere le informazioni necessarie per valutarlo. A chi non è capitato di rispondere alla domanda: mi parli di lei? perché dovremmo reclutare proprio lei? Quali sono i suoi punti di forza e di debolezza? Etc.. Queste domande non potranno secondo il prof. Allen, fornire risposte veritiere. È qui che ci viene in aiuto la gamification. Piuttosto che invitare i candidati a seguire lunghi processi di selezione, i recruiter potrebbero metterli alla prova con dei mini game che simulano attraverso la realtà virtuale, il contesto di lavoro e testano le loro attitudini. Un fenomeno chiamato “Recruitainment”.

Le aziende che utilizzano la gamification stanno cogliendo l’essenza di ciò che rende i giochi così attraenti (senso comune di obiettivi, sfide e ricompense), decodificando i loro meccanismi funzionali (personalizzazione, graduatorie e classifiche), per poi applicarli in diversi contesti, quali la fidelizzazione della clientela, lo sviluppo delle competenze del personale, il reclutamento e la gestione dei talenti.

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