Serious game e cura del diabete: ne parliamo a “Games for Health Europe”

Gfh-logo-resizedSe siete esperti di serious game e della loro applicazione al contesto sanitario, avrete sicuramente sentito parlare di Games for Health Europe, nota conferenza internazionale, quest’anno in programma a Utrecht, in Olanda il 2 e il 3 Novembre. Giunta alla sua quinta edizione, Game for Health Europe, riunisce ricercatori, game developer, industrie farmaceutiche, ICT manager, medici ed esperti di salute e benessere con l’obiettivo di mettere in luce i progressi raggiunti nella tecnologia dei serious game applicati alla salute.

Grifo multimedia, in qualità di azienda capofila di Pergamon, progetto che rientra nei programmi di sviluppo Europeo Horizon 2020, parteciperà alla conferenza prendendo parte al workshopProspettive multidisciplinari per applicare i serious game al contesto sanitario”, moderato da Pamela Kato, un esperto mondiale nell’ambito dei serious game per la salute, e illustrando un poster di ricerca su Tako Dojo.
Mentre nel workshop si discuteranno i primi risultati del progetto Pergamon contestualizzati nell’ambito delle malattie croniche come il diabete giovanile, affiancando al framework di gioco, l’uso innovativo di sensori avanzati, come il glucometro e il pedometro, il poster sarà invece incentrato a porre l’accento su come un serious game, se opportunamente progettato, potrebbe costituire un valido supporto all’empowerment del giovane paziente affinché possa gestire meglio i propri comportamenti di cura.

Vi starete chiedendo come può un gioco intervenire nel processo di cura di una malattia cronica. L’efficacia dei serious games risiede nella capacità di riproporre situazioni reali, diversamente e difficilmente riproducibili, che consentono all’utente (o giocatore) di agire, come meglio crede, all’interno di un ambiente virtuale che serve da ‘palestra’ per l’apprendimento. Senza la paura di sbagliare, lontano dai classici ambienti di apprendimento reali, giocando, e quindi divertendosi, le informazioni e le sensazioni vissute dall’utente, rimanendo fortemente impresse, gli permettono di affinare percezione, attenzione e memoria, favorendo sia la comprensione del contesto, che le eventuali modifiche comportamentali, attraverso il cosiddetto learning by doing.
È proprio il caso di dire che “giocare è una cosa seria”, e nel nostro caso, anche con la propria salute. L’utilizzo di tecnologie innovative e di dinamiche di gioco avvincenti, applicate alla salute, è, infatti, già oggi considerato utile ed efficace per favorire una migliore autogestione terapeutica da parte del paziente.

Condividi:
FacebookTwitterLinkedIn