Trend in ambito formazione? In prima linea c’è il digital learning

^B4A62AD107A37FAD8487CDEEC024F3E08AF12A01C4F6065BFB^pimgpsh_thumbnail_win_distrI dati parlano chiaro: quando si tratta di aggiornare e sviluppare competenze dei lavoratori, le direzioni HR preferiscono ricorrere a soluzioni digitali.

È quanto riporta un articolo del CorrierEconomia del 4 luglio 2016, secondo cui il 75% delle aziende nei prossimi tre anni preferirà la formazione digitale e condivisa ai classici corsi d’aula. Un dato prevedibile considerati i cambiamenti macro-economici che le aziende del nuovo millennio stanno vivendo. In primis la digital transformation che ha imposto nuovi paradigmi del sapere, ridefinendo al tempo stesso gli strumenti per veicolare formazione in un contesto che deve essere sempre più agile, innovativo e orientato alla condivisione dei saperi.

In questo scenario, la formazione digital viene privilegiata alla classica formazione d’aula.

A favorire questo cambiamento c’è sicuramente l’uso massiccio dei dispositivi mobili quali smarphone e tablet che diventano a pieno titolo strumenti e canali di formazione. Questo cambiamento di rotta in ambito formativo deriva anche dallo sviluppo della rete e dai social che consentono spesso di superare i vincoli territoriali; da qui nasce l’esigenza di una formazione just in time, disponibile in qualsiasi momento e fruibile in qualsiasi contesto, che sia casa o ufficio. Il web infatti, con la sua ricchezza di contenuti e di stimoli, la sua varietà e velocità di fruizione, rappresenta un significativo supporto alla definizione di processi efficaci. Ecco che i momenti formativi, compresi quelli d’aula, devono offrire contenuti e strumenti che siano interessanti, utili e innovativi. Il digital learning quindi si riferisce a un’esperienza formativa che utilizzando diversi canali (webinar, community, forum) propone di migliorare l’efficacia dell’apprendimento grazie all’interscambio fra docenti e partecipanti, superando al tempo stesso vincoli spazio-temporali. Nell’articolo viene ribadito che i percorsi di people development futuri richiederanno un’analisi accurata dei bisogni formativi dei lavoratori e lo sviluppo successivo di tool creati ad hoc sulle specifiche esigenze dell’azienda. Non si tratterebbe quindi di un processo spontaneo di creazione e condivisione di contenuti lasciato alla libera interpretazione ma al contrario di un programma di sviluppo delle competenze facilitato dalla funzione HR grazie all’utilizzo di una piattaforma ad hoc.

Opinione condivisa da Mariano Corso, responsabile scientifico dell’osservatorio HR Innovation Practice della School of Management del Politecnico di Milano; secondo cui le aziende dovrebbero sviluppare piattaforme personalizzate dove i lavoratori possono condividere non solo conoscenze ma anche esperienze professionali. Presupposti che consentiranno alle aziende di rispondere alla domanda di una formazione più ricca, flessibile e personalizzabile.

Per concludere, l’interesse delle organizzazioni verso il digital learning, secondo l’osservatorio del Politecnico di Milano, cresce e la percentuale delle aziende che ritengono sia da privilegiare rispetto alla formazione d’aula passa dal 38% al 75% anche se il budget dedicato è ancora contenuto. D’altronde, vent’anni di esperienza al servizio della formazione digitale ci insegnano che la creazione di piattaforme e di contenuti digitali rappresentano un valore aggiunto in termini di risultati di apprendimento.

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